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Progetti / PASQUALE TOMAI

"TARANTO CITTÀ A ME CARA CHE PORTO SEMPRE NEL CUORE" PROGETTO DI MONUMENTO COMMEMORATIVO PER IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI ALDO MORO

Località Taranto
Anno 2017
Condizioni Proposte non realizzate
Tipologia Spazi pubblici e paesaggio
Struttura prevalente Acciaio
La città, non è solo un agglomerato urbano dove vive una popolazione composita in continua trasformazione, ma è anche un insieme di valori, di tradizioni, che costituiscono l’asse portante di un patrimonio culturale strettamente legato al territorio con il quale si identifica. La peculiarità dei monumenti sta nel non essere oggetti fatti per sfidare le ingiurie del tempo, ma un processo ricorsivo, ideato per reiterarsi a ogni generazione, mantenendo il più possibile inalterati nel tempo il proprio messaggio e la propria capacità di emozionare. Dopo aver valutato varie ubicazioni, escludendo il centro in quanto già consolidato, si è giunti alla scelta di questa area, che ha avuto a suo favore tre elementi ritenuti fondamentali: il primo, perchè era sull’antica strada per Lecce, quasi a voler rievocare il genius loci; il secondo in quanto è una delle “porte” della città; il terzo in quanto area marginale. La scelta progettuale, oltre alla funzione celebrativa, ha tenuto conto della valenza del “segno urbano” che rigenera la marginalità del luogo in cui viene inserito. L’aiuola, e lo spazio circostante sono gli elementi dominanti entro cui l’opera si eleva, in forma geometrica, simboleggiando metaforicamente una ascesa. Il Comitato di Taranto, per la celebrazione del centenario dalla nascita di Aldo Moro, propone di collocare un monumento nel territorio Comunale di Taranto, nell’area spartitraffico dell’incrocio tra via Cesare Battisti e Via Mario Rondinelli. Il monumento è stato concepito per essere la materializzazione, non solo fisica, del pensiero e dell’umanità di Aldo Moro. La parola, con la frase traforata nell’acciaio, è la vera eredità che lo statista lascia alla città di Taranto. Il monumento è un vero e proprio “percorso della memoria” che rappresenta sinteticamente l’importanza degli anni di formazione a Taranto dell’on. Aldo Moro, racchiusi nella frase “ Taranto: città a me cara che porto sempre nel cuore”, pronunciata durante la visita a Taranto del 19 novembre 1964. La narrazione è tutta sintetizzata attraverso le forme, le dimensioni ed i materiali. L'opera, un obelisco a base triangolare, articolata in tre sezioni, rappresenta lo stretto legame che intercorre, tra le origini leccesi (il basamento in pietra leccese) e la formazione tarantina con il fusto in acciaio. La terza sezione, in cristallo stratificato, è appuntita come una guglia gotica, che di notte si trasforma in una “punta di luce” a simboleggiare la perenne guida dell’amore per la città. L’inclinazione dell’obelisco, è ispirata alla postura della testa di Aldo Moro, in particolare nell’ultima foto, che è inclinata sulla spalla destra di dieci gradi. L’opera diventa anche la pagina di una tragedia, narrata dalle undici “rosette” forate al centro che ricordano gli undici colpi che tolsero la vita ad Aldo Moro, dove ogni colpo biblicamente togli e da nuova vita (attorno ad ogni foro germogliano fiori sempre più complessi), con un crescente a spirale, con verso destro centrico a rappresentare il flusso di energia discendente; e dalle sei formelle che rappresentano sottoforma di “codice qr” i dati identificativi dei cinque uomini della scorta ed un mosaico dei sei ritratti insieme, tradotti plasticamente su lastre di ottone brunito incastonate lungo i tre lati del fusto, sempre ad andamento a spirale però con verso sinistro centrico a rappresentare il flusso di energia ascendente. La frase, “Taranto: città a me cara che porto sempre nel cuore”, sarà traforata sui tre lati del fusto, dal basso verso l’alto, a carattere corsivo; sulla base del fusto, sempre a traforo saranno scritti il nome sul lato lungo via Cesare Battisti, la data di nascita sul lato di ingresso alla città e la data del centenario su quello in uscita. I testi saranno ritagliati nella lamiera col procedimento del taglio laser. Il taglio laser ha grande flessibilità operativa per l’ampia scelta delle forme realizzabili. Si predilige il taglio laser per lavori di alta precisione su spessori bassi per via della minima distorsione termica sulle lamiere. La scelta dell’utilizzo dell’acciaio cor-ten, è stata fatta per i seguenti tre motivi: • materiale legato al territorio; • valenza estetica, in quanto il colore dell’acciaio Cor-Ten, può assumere diverse tonalità cromatiche che variano dall’arancione al marrone scuro in relazione al tempo, all’esposizione atmosferica e alle fasi di bagnamento e asciugamento rendendolo un materiale non solo resistente ma di grande impatto visivo; • La caratteristica primaria dell’acciaio cor-ten è l’ottima resistenza alla corrosione da agenti atmosferici dato che il processo di ossidazione si arresta con il tempo formando una patina protettiva. Dal punto di vista strutturale i principali componenti del monumento sono: 1) plinto di fondazione in c.a. per l’ancoraggio, con flangia di base ancorata al plinto con tira fondi; 2) l’impianto elettrico con prese interbloccate e cassetta di derivazione, per illuminare dall’interno, per far leggere la frase traforata sui tre lati del fusto in cor-ten e far rifrangere la luce all’esterno dalla punta in cristallo (n. 4 faretti a led); illuminazione esterna a pavimento con n. 6 faretti a led posti alle punte del piano a stella; 3) Una fascia in ghiaia, con guaina antiradice, attorno al perimetro del basamento; 4) Il Basamento, sarà rivestito in pietra leccese, ed è di tre gradini con forme diverse, partendo dal basso: ovale, circolare e stellare; 5) il fusto in acciaio cor-ten a forma tronco piramidale con base a sezione di triangolo equilatero dello spessore di 12 mm (H= 5,50 dal piano finito del basamento; dimensioni dei lati della base sul basamento=0,78 m; lato= 0,82 m alla base di ancoraggio; inclinazione di 10° verso il ponte Punta Penna-Pizzone); 6) punta della piramide in lastre di cristallo stratificate e satinate (H=4,50 m), da inserire e bloccare a baionetta nel fusto.
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