Progetti / Giuseppina Lo Brutto
MONUMENTO E PROGETTO - MEMORIA E INNOVAZIONE
Località
Palermo
Anno
2007
Condizioni
Ricerca/Tesi
Tipologia
Recupero, restauro e ristrutturazione
Struttura prevalente
Acciaio
La tesi affronta il dialogo tra “Memoria e Innovazione” mediante un intervento di riprogettazione che prova a dare una continuità tra passato e presente.
Palazzo Papé di Valdina, situato lungo l’asse di corso Vittorio Emanuele, nel quartiere del Cassaro, prospiciente la Biblioteca regionale, è un edificio che si trova attualmente deturpato della sua originaria configurazione a causa di una complessità di eventi che ha travolto la sua configurazione durante i secoli. Oggi si presenta con profondi dissesti, l’ala nord-orientale del palazzo ad esempio appare completamente distrutta.
L’edificio di studio è significativo poiché il suo stato di rovina, rappresenta una condizione ricorrente dei palazzi del Centro Storico di Palermo, mostra il processo di formazione della fabbrica.
Il procedimento progettuale si riferisce alle linee guida delle prescrizioni del Piano Programma del Centro Storico , che prevedeva la possibilità nel caso di progetti di ricostruzione, di un rapporto dialettico con l’edificio attraverso il nuovo.
Questo entra in contrapposizione con quanto prevede lo strumento normativo vigente, il P.P.E. , fondato sul restauro conservativo e sulla negazione dell’intervento contemporaneo.
Il progetto si avvale del ridisegno dello stato di fatto come riconoscimento per la trasformazione dell’edificio.
Un esame accurato dell’edificio affronta la riprogettazione dello spazio interno delle parti distrutte a causa dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale, della riconfigurazione della facciata principale del Cassaro e l’integrazione e il riuso di parti del palazzo ancora integre.
L’obiettivo è quello di restituire al Palazzo Papé di Valdina una nuova riconoscibilità, e una ricomposizione dell’edificio attraverso un progetto contemporaneo.
Il progetto è costituito dalla parziale ricostruzione delle parti distrutte, e dalla risistemazione degli spazi esistenti, collegando la parte di antica costruzione e la nuova.
Il ridisegno dello stato di fatto è stato arricchito dalle informazioni storiche che evidenziano alcuni frammenti significativi tutt’ora ben leggibili nei resti dell’edificio, la genesi compositiva parte da questa lettura.
Dalla complessità delle quote si evidenzia una nuova organizzazione di un sistema di percorsi che provano a definire un carattere urbano, all’architettura.
Il tema progettuale dell’edificio è un centro di servizi multimediale nel Centro Storico e della città di Palermo. La scelta è stata dettata proprio per la mancanza, se si esclude Palazzo Ziino, di tali servizi.
parte della Tav. 1
parte della Tav. 2
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