Autore del progetto
Progetti / MICHELE D'ORIA

IL VECCHIO FIENILE

Località crevalcore (bo)
Anno 2005
Condizioni Opere realizzate
Tipologia Residenze
Struttura prevalente Muratura
Recupero di un ex edificio rurale, adibito originalmente a stalla e fienile, da tempo inutilizzato. CARATTERISTICHE TIPOLOGICHE E COSTRUTTIVE Il fabbricato presentava con evidenza le caratteristiche tipologiche e costruttive dei fienili di pianura e versava in cattivo stato di manutenzione generale. In pianta era facilmente individuabile il nucleo centrale della stalla con murature perimetrali a tre teste e caratteristiche interne abbastanza rilevanti: colonne in muratura, volte a vela impostate su archi, poggianti a loro volta sui capitelli delle colonne e sui peducci delle murature perimetrali. La stalla soffriva di evidenti patologie derivanti dall’umidità di risalita, ma in generale si presentava ancora in discrete condizioni statiche, per cui se ne è previsto la conservazione. Davanti all’ingresso principale della stalla esiste un grande porticato con la copertura realizzata con volte in mattoni posati di piatto e poggianti, da un lato alla parete della stalla e dall’altro su quattro pilastri, collegati in facciata da archi a tutto sesto; anche qui le volte si presentavano in buono stato di conservazione. La parte superiore del portico era stata tamponata con una paretina di mattoni in foglio. Le due ali laterali, delimitate da robusti pilastri in muratura, erano nella fase costruttiva iniziale a tutta altezza; dalla lettura stratigrafica emerse infatti chiaramente che l’edificio era chiuso da muratura continua solo sul lato nord-est. In più tempi successivi furono realizzate le ulteriori tamponature laterali e i solai intermedi. Seguendo la logica temporale delle tecnologie costruttive adottate, si può ipotizzare dapprima la chiusura dell’ala sud-est e la posa di una volta in mattoni posti di piatto. Questa voltina, a sesto molto ribassato, si presentava in gravi condizioni statiche, derivanti essenzialmente dall'insufficiente contrasto della spinta da parte dei tiranti metallici trasversali. La spinta aveva determinato inoltre lo strapiombo della muratura laterale, solo in parte limitata dalle peraltro scarse ammorsature ai pilastri. Risultavano inoltre posti ulteriori presidi al fine di migliorare la staticità della volta (tiranti e putrelle in ferro) che però non parevano aver sortito effetto, tant’è che la volta è collassata prima dell’inizio dei lavori. In diverse fasi anche l’ala nord-ovest era stata parzialmente tamponata e soppalcata con l’aggiunta di due solai di cui il primo in latero-ferro ed il secondo in latero-cemento. Entrambi si presentavano in cattivo stato di conservazione e di incerta portata, per cui se ne decise la demolizione ed il rifacimento. Il tetto, che ricalcava la tipologia standard di edifici similari, completamente con struttura lignea di scarso pregio, si presentava ammalorato in più punti e necessitante di un urgente intervento di rifacimento; il manto di copertura era in coppi. PROGETTO E CONSERVAZIONE Il progetto e il successivo intervento prevedeva la ristrutturazione completa dell’edificio per destinarlo a residenza; l’intervento presentava comunque caratteristiche di tipo conservativo, nei limiti delle necessità funzionali, con lo scopo di preservare e valorizzare gli elementi architettonici che ne individuavano la tipologia. In totale si sono realizzate tre abitazioni. Nel progetto è stata prevista la conservazione dell’ampio porticato al piano terra e la riapertura delle tamponature di mattoni in foglio del primo piano a formare un loggiato coperto. Questo ha consentito la necessaria illuminazione e ventilazione naturale dei locali posti nella parte più interna del fabbricato. Al piano terra le due ali contengono tutti i locali di servizio (posti auto, cantine, ingressi). La notevole altezza dell’edificio ha consentito, la realizzazione di un piano abitabile mansardato. Le tre abitazioni, completamente indipendenti, si sviluppano planimetricamente ed altimetricamente intorno al fulcro centrale del vano scala che consente di disimpegnare tutti i vari livelli sfalsati mantenendo un rapporto di collegamento anche visuale tra i vari piani: terra-ingresso, primo-zona giorno, secondo-zona notte. Le rampe si trasformano da elemento massivo (solette in c.a. e pavimento in tavelle di cotto) del primo livello ad elemento semitrasparente (pedate in legno sospese da tirantini metallici dalla ringhiera portante e staccati dai muri perimetrali) del secondo livello. Tutti gli interventi sui prospetti sono stati finalizzati alla conservazione integrale degli elementi originali di impianto (pilastri – portico) e limitando al necessario l’apertura di vani porte e nuove finestre. Per tutte le nuove aperture si è fatto riferimento alle tipologie locali, quando non direttamente riferibile allo stesso edificio. Per alcune aperture, si è proposto il tamponamento parziale con grigliati in mattoni (crociere) tipiche dei fienili della zona, in particolare le finestre dei servizi igienici e la grande vetrata a doppia altezza della parete est, in modo da realizzare una idonea protezione dai raggi solari, conservando però la semitrasparenza dall’interno. Per evidenziare e distinguere il nuovo intervento dall’esistente si è rifinito le nuove tamponature delle aperture a tutta altezza in muratura, con intonaco, mentre per le murature esistenti il risanamento delle facciate con la pulizia e trattamento dei paramenti a “faccia vista”. PROGETTO E BIO-EDILIZIA Nell’intervento, in generale, ci si è preoccupati di conservare nel limite del possibile le strutture originali, oltrechè tenendo conto che il necessario inserimento di nuovi elementi strutturali avvenisse nella maniera meno invasiva possibile e nel rispetto dei materiali e delle tecnologie costruttive riferibili all’edificio. Ciò si ricollega bene anche ad un intervento con caratteristiche marcatamente legate ai temi della bio-edilizia. Tutte le nuove murature infatti sono state realizzate con elementi in blocchi di laterizio porizzato con farine di legno e malte a base di calce idraulica naturale, mentre i nuovi solai sono in legno secondo tipologie consolidate (travetti/pianellato in cotto). L’uso del calcestruzzo armato è stato limitato al minimo necessario. In particolare per il placcaggio delle fondazioni esistenti con cordoli armati di placcaggio e collegamento di tutti gli elementi esistenti; inoltre, è stato realizzato un piano sismico al primo livello con soletta in c.a. collaborante con i sottostanti travetti in legno. Nel secondo impalcato, in legno e tavelle in cotto, sono stati inserite perimetralmente delle armature di collegamento (incatenamento) annegate in un piccolo strato di calcestruzzo in c.a. facente funzione di cordolo non rigido. In corrispondenza del piano di appoggio del tetto, per evitare un appesantimento delle strutture esistenti, è stato realizzato un cordolo in cls strutturale allegerito a basso spessore. Il tetto è stato ricostruito con strutture in legno massello adeguatamente risezionate ed è del tipo a camera d’aria ventilata al fine di ottenere un maggior comfort nei locali sottostanti. Il manto di copertura è stato realizzato con coppi di recupero. Ulteriori elementi adottati riferibili al costruire bio-compatibile (prodotti certificati): * finiture generali: intonaci e tinteggiature a base di calce, intonaci a base argilla naturale per la zona notte, trattamenti delle strutture in legno con prodotti naturali a base di olii e Sali di boro * impianto elettrico dotato di disgiuntore nella zona notte * recupero e stoccaggio delle acque pluviali provenienti dal tetto da riutilizzare per irrigazione * trattamento degli scarichi fognari con impianto di fitodepurazione * impianto di riscaldamento a bassa temperatura (di tipo radiante), pompa di calore integrata con caldaia a gas metano a condensazione ad alto rendimento * impianto fotovoltaico * particolare cura nell’isolamento termico delle strutture esterne con isolanti termici bio-compatibili