Progetti / ROCCO ANTONIO GATTO

RIQUALIFICAZIONE ARCHITETTONICA PIAZZA "SS MARIA DEGLI ANGELI"

Località Paravati - Mileto - Italia
Anno 2005
Condizioni Opere realizzate
Tipologia Spazi pubblici e paesaggio
Struttura prevalente Altro
Il progetto è stato diviso in due lotti, il primo ad essere realizzato riguarda lo spazio che dalla via Nazionale si estende per circa trenta metri verso via Bolzano fiancheggiando traversa via Nazionale realizzata con una leggera pendenza. Il progetto intende ridisegnare uno spazio che aveva perso la sua riconoscibilità urbana, diventanto ormai luogo anonimo destinato a parcheggio, limitando l’accesso e l’uso solo alle persone. Lo scopo, quindi, è dare in termini architettonici un’impronta di caratterizzazione al sito, ricreare relazioni tra gli edifici ed i vuoti, unificare uno spazio che genera nuove tensioni urbane grazie alla ridefinizione di allineamenti, alla giacitura dei piani e al contrasto tra materiali tradizionali e contemporanei. L’obbiettivo quindi sarà la qualificazione di un luogo: alla concezione positivista dello spazio come vuoto, si sostituisce la volontà di realizzare uno spazio di contenuti. La piazza tradizionale aveva una funzione endogena, definita nel processo di formazione, asservita ad un edificio (sagrato della chiesa, spazio civico annesso ad un palazzo comunale) oppure identificata con un uso specifico (mercato delle erbe, del fieno, delle scarpe ecc.) la piazza contemporanea non ha quasi mai, una funzione specifica, né dipende in senso stretto da un edificio o da un monumento. Lo scopo è ancora quello di costituire un luogo di incontro, aggregazione, attrattiva. Si è cercato inoltre di rendere accessibile la piazza direttamente da via Bolzano, attraverso la realizzazione di una rampa lungo il confine con le proprietà private. Il disegno pavimentale amplifica la tensione del paesaggio tra gli spazi delle vie ed il grande vuoto urbano che degrada su due piani. La piazza è posta ad un livello inferiore rispetto a quello della strada principale che attraversa il centro abitato, questo non fa altro che accentuare il ruolo di spazio definito. L’intero vuoto urbano, si presenta sotto forma di un quadrilatero, dove sia una gradonata ed una diversa altimetria ,dividono in due lo spazio. In questa ottica si inserisce la presenza delle due piastre che vanno a formare la piazza, che divengono un tappeto tessuto a maglie quadrate, capace di ricomporre un’unità oggi assente e di rimettere in discussione anche spazi di risulta. A questi segni forti si contrappone, in un certo qual modo, la volontà di creare ambiti chiaramente scanditi e misurati, ma non obbligati da predefinite funzioni, vista la necessità di creare spazi diversamente fruibili. A tal fine gli unici elementi che prendono vita volumetricamente sono legati alla necessità di definire bordi e percorsi. Ci riferiamo alla presenza di un boschetto sulla piastra che ne segnerà i confini e permettono, di schermare parti poco apprezzabili del contesto, al fine di creare un’ambito quanto più naturale, che possa divenire filtro tra l’edificato e la strada. L’aspetto naturalistico, viene amplificato maggiormente anche dalla presenza dell’acqua, che la troviamo sotto forma di zampilli e da una vasca dove l’acqua fa da velo ad un letto di acciottolato di fiume, dove tramite una apposita canalizzazione si convoglia l’acqua dei zampilli. Vengono inoltre, definiti i limiti della zona carrabile attraverso la presenza di dissuasori e muretti, dimensionati in modo da poter essere utilizzati come sedili, la pavimentazione verrà ulteriormente scandita da cubetti in mattoni rivestiti in gres, che si sollevano dalla piastra e che definiscono anche le zone di seduta dove all’interno alloggeranno dei corpi illuminanti.