Autore del progetto
Progetti / ARMANDO TORTELLA

PROGETTO E D.L. DI RESTAURO DELLA COPERTURA E DELLA FACCIATA PRINCIPALE DELLA CHIESA PARROCCHIALE "SANTI FILIPPO E GIACOMO"

Località Cavalcaselle, Castelnuovo del Garda (VR)
Anno 1983-84 e 2005
Condizioni Opere realizzate
Tipologia Recupero, restauro e ristrutturazione
Struttura prevalente Struttura mista
La copertura Il restauro di questa "illustre paziente", trattandosi di un'opera fra le più interessanti dell'architetto Adriano Cristofali, è stato necessario, se non addirittura provvidenziale, perchè ha permesso di "salvare la vita" a questo bellissimo "tempio della della cristianità", altrimenti costretto a soccombere per le ormai precarissime condizioni in cui si trovavano le strutture principali e secondarie di tutte le coperture. Fin dall'inizio, l'intervento ha mirato a conseguire la duplice finalità di ristrutturare le copertura e di valorizzare, oltre alle dinamiche linee esterne delle cornici a varie modanature, l'alternanza dei vari livelli e delle differenti falde delle coperture e la superba bellezza del campanile. In questo senso la direzione dei lavori ha voluto che vi fosse una precisa connotazione di continuità geometrica tra le opere in rame (soprattutto i canali) e le opere decorative, come la rimarcazione delle modanature che costituiscono le cornici superiori mal eseguite in origine; in tal modo si è conferito all'opera del cristofali una maggiore "coerenza dinamica" tanto cara alla concezione architettonica del '700. Dopo aver ricostruito la storia cronologica della chiesa, a partire dal primo nucleo quattrocentesco, conseguentemente al progetto del Cristofali, si è cercato di acquisire familiarità con i suoi materiali costitutivi e la sua struttura formale, nonchè di individuare e riconoscere le fasi di formazione e aggregazione di nuovi corpi (vedi gli oratori). Durante l'intervento restaurativo si è provveduto ad introdurre soluzioni costruttive che tenessero conto dell'attuale normativa (inizi anni '80) sui calcoli delle opere strutturali (i sovraccarichi e i coefficienti di sicurezza in caso di scosse telluriche). Alcuni esempi: la struttura ottocentesca della copertura dell'oratorio di destra, costituita da un'unica capriata portante, è stata ricostruita con due nuove capriate per meglio ripartire i carichi; ogni copertura della chiesa è stata ancorata strutturalmente ad un resistente cordolo perimetrale in cemento armato che la blocca anche in caso di assestamento; si è provveduto a posare sopra il tavolato di ogni copertura una doppia lastra di cartonfeltro bitumato per ottenere migliore aderenza nella ricollocazione dei coppi. Ora che l'intervento è stato ultimato si può ben affermare che la chiesa è completamente "guarita", anzi si è rinforzata e ringiovanita, migliorando in bellezza architettonica anche grazie al riuscitissimo restauro del campanile, unico nel suo genere, con il pregevole cupolotto, rifinito in cocciopesto e pietra bianca, con il marcapiano in pietra d'Istria e i pinnacoli in tufo vicentino; particolare cura è stata dedicata agli archetti di base intersecati tra loro e ripristinati in cotto giallo faccia a vista, alle bifore su ogni lato con eleganti colonnine, alle tavelline in cotto e alle nuove modanature, nonchè alla tinteggiatura ad intonaco in polvere di marmo rosa antico fratazzato. La facciata principale Gli intonaci di facciata della chiesa parrocchiale presentavano una finitura di colore giallo chiaro per le specchiature e grigio chiaro per le lesene, paraste ecc., risalente al 1974 come documentato nell’archivio parrocchiale a seguito di lavori di manutenzione straordinaria voluti dell’allora parroco don Luigi Gottoli. Il giallo chiaro e il grigio furono eseguiti con tempera di tipo lavabile che nell’indagine stratigrafica si sovrapponeva al giallo ocra della facciata nel restauro esterno del 1925 deciso dal parroco don Giuseppe Manganotti. Questo intervento fu preceduto dal parziale rifacimento degli intonaci di facciata come documentato in archivio e constatato durante le indagini in sito. Al di sotto del giallo ocra è stato individuato con certezza quello originario del settecento cioè il bianco avorio applicato con tecnica ad affresco. Fasi dei lavori di progetto Nel progetto di restauro e pulizia della facciata si propone di ripristinare la colorazione tonale originaria ad affresco in bianco marmorino sia per le specchiature sia per le lesene di facciata come appare nella indagine stratigrafica verificata sulla facciata (prospetto est) e sul fianco laterale con maggiore evidenza (prospetto sud), supportata dalle notizie storiche recuperate nell’archivio parrocchiale. (Rif. Tavola I.S. e doc. fotografica allegate). 1. Applicazione di protettivo finale. originaria ad affresco in bianco marmorino sia per le specchiature sia per le lesene di facciata come appare nella indagine stratigrafica verificata sulla facciata (prospetto est) e sul fianco laterale con maggiore evidenza (prospetto sud), supportata dalle notizie storiche recuperate nell’archivio parrocchiale. (Rif. Tavola I.S. e doc. fotografica allegate). Pre-consolidamento degli intonaci degradati e pericolanti mediante applicazione di resina 2. acrilica a bassa concentrazione. Pulitura degli stessi mediante spazzole, mezzi meccanici e applicazione di impacchi dove sarà 3. necessario. 4. polveri di marmo simili agli originali. Consolidamento degli intonaci de-coesi mediante iniezioni di resina acrilica addizionata a Stuccatura delle lacune e delle fenditure con malte a base di calce naturale e sabbia di fiume 5. addizionata a legante acrilico. 6. Equilibratura cromatica mediante velature. Nel progetto di restauro e pulizia della facciata si è proposto di ripristinare la colorazione tonale originaria in bianco marmorino per la rifinitura cromatica degli intonaci.