Autore del progetto
Progetti / Linda De Luca

RIQUALIFICAZIONE PIAZZA DEL POPOLO

Località Latina
Anno 2012
Condizioni Tavole di concorso
Tipologia Spazi pubblici e paesaggio
Struttura prevalente Altro
La piazza simbolo della città “fondata” "REDENTA NATURA URBS CONDITA EST" Nella stesura del primo piano regolatore Oriolo Frezzotti, progettista di Littoria, traduce sulla carta, alla lettera, le indicazioni provenienti dall’alto che volevano in quel luogo semplicemente un borgo rurale. La piazza del Littorio, baricentro della figura geometrica tracciata dalla rete di strade, è allora il luogo in cui, senza pretese, si concentrano sia le funzioni pubbliche sia i servizi: il Municipio, come pure il Mercato o il Dopolavoro. Nei due anni trascorsi dalla prima stesura del piano, Frezzotti, in seguito ai nuovi indirizzi, lasciando inalterato il tracciato viario e la centralità della piazza, sostituirà il dimesso e solitario “centro” del borgo rurale con un sistema di piazze impostate sull’asse di simmetria longitudinale di piazza del Littorio. Su di essa si succederanno gli edifici più rappresentativi della città, con viali alberati e quinte prospettiche; l’ordine gigante dei nuovi colonnati marmorei si accosterà ai bassi porticati intonacati, con un risultato finale “eclettico” che esprimerà le due anime di un’unica città. E’ così che all’interno dell’attuale piazza del Popolo convivono, senza amalgamarsi, la “ruralità” dei primi edifici e il “monumentalismo” del nuovo edificio pubblico della “città nuova” (attuale Palazzo del Genio civile) che, posto ad est, sul fondale dell’asse di simmetria della piazza, lascia un irrisolto vuoto nel “parterre” che Frezzotti non riuscirà mai a colmare. Malgrado i vari tentativi del progettista, Il risultato finale sarà quello di una piazza progettualmente incompiuta. La piazza attuale La peculiare e recente “origine” di tale spazio, rispetto a molte altre piazza italiane, lo rende particolarmente problematico. L’ampiezza della piazza, pensata per le adunate politiche del ventennio e con larghi spazi destinati alle auto, crea oggi disagio e scarsa vivibilità. La piazza intesa come luogo delle relazioni e della sosta è inesistente; il parcheggio indiscriminato e l’utilizzo come “rotatoria” per la circolazione delle auto frammentano lo spazio pubblico. Gli edifici che prospettano sulla piazza sono occupati prevalentemente da uffici, per cui lo spazio pubblico risulta animato esclusivamente negli orari di apertura degli stessi, salvo eventi particolari. I larghi spazi della piazza e il posizionamento dei portici “a contorno” non permettono di usufruire di zone per il riparo dal sole estivo o dalla pioggia. Il giardinetto all’italiana risulta trascurato e poco vissuto. Uno spazio pavimentato anonimo e inutilizzato, se non per manifestazioni di carattere spontaneo e temporaneo, caratterizza il vuoto urbano sul lato est della piazza. Emerge, dalla breve analisi formulata, una totale assenza di spazi attrezzati di incontro e scambio per la collettività. Verso una nuova identità Occorre dunque un atto “rifondativo” che, attraverso una ridefinizione degli spazi e una nuova utilizzazione degli stessi, sia capace di creare una piazza fruibile per i cittadini, potenziandone la naturale vocazione di centro vitale di uso quotidiano. Un luogo in cui la città contemporanea ritrovi una nuova identità e rappresentatività. La piazza, intesa nell’accezione generale del termine, è stata nella storia il luogo pubblico che più di ogni altro ha incarnato e descritto il legame tra identità sociali e valori collettivi di una città: centro di vita sociale, l’agorà, il “foro” rappresentavano luoghi in cui, lontano dal traffico, si svolgeva la vita politica, commerciale, religiosa. Nella “Gaia scienza” di Friedrich Nietzsche, che racchiude la “summa della filosofia dell’architettura” del pensatore, si legge: “Bisognerà una volta, e probabilmente in un prossimo futuro renderci conto di quel che manca soprattutto alle nostra grandi città: luoghi tranquilli e ampi, ampiamente estesi, per la meditazione, luoghi con lunghi loggiati estremamente spaziosi per il tempo cattivo o troppo assolato, nei quali non penetra il frastuono dei veicoli e degli imbonitori…”...”noi ci adeguiamo, per così dire, agli alti colonnati che percorriamo”. Sono queste le caratteristiche di un ambiente umano governato da “grandezza, calma e solarità, qualità in cui ogni cosa terrestre si trasfigura”. Nel tentativo quindi di dare alla piazza una nuova definizione, si è posto al centro del progetto l’uomo, primo fruitore dello spazio pubblico a cui, attualmente, viene lasciato poco spazio. Il trafficoveicolare rimane marginale alla piazza.Con l’obiettivo di produrre un nuovo equilibrio nel controllo spaziale dell’invaso principale e degli spazi intorno, sono state introdotte le figure del “Portico” e della cosiddetta “Loggia dei Mercanti” , tipiedilizi emblematici di una dimensione civica persa e da riscoprire, ed è stato utilizzato il verde come complemento alle architetture (come nel caso delle siepi di gelsomino e degli alberelli “ordinati” intornoallo spazio centrale) e come elemento rappresentativo e di caratterizzazione degli spazi (come nel caso del “giardino all’italiana” rivisitato). Il lato della piazza caratterizzato dalla presenza dell’edificio del Genio civile presenta una evidente mancanza di risoluzione architettonica. L’ipotesi progettuale, pur mantenendo una sostanziale trasparenza verso l’edificio monumentale, tende a ricreare una situazione di “intimità”, occupando un vuoto urbano con una struttura leggera coperta, che propone una libera reinterpretazione della “Loggia dei Mercanti”, presente in uno dei primi progetti di Oriolo Frezzotti. Essa, vivibile normalmente come grande galleria urbana, riparata d’inverno ed ombreggiata d’estate, risulta predisposta ad accogliere eventi occasionali quali fiere e mostre temporanee. In situazione normale è un luogo dove passeggiare e incontrarsi; vi sono inoltre posizionati in maniera stabile alcuni pannelli di cristallo finalizzati alla comunicazione turistica e sulla storia della città. La galleria coperta, alta m. 6, protetta da una copertura leggera sostenuta da esili pilastri metallici, come i loggiati tre -cinquecenteschi non ha una precisa destinazione, ma la vocazione a configurare occasioni di incontro e di sosta. Recinti trasparenti in cristallo possono contenere attività espositive e altri eventi, creando partizioni temporanee amovibili. Il cristallo renderà questi recinti mobili vetrina trasparente e luminosa, sia di giorno che di notte. Un ambiente unico, scandito dal ritmo delle esili colonne, strutturate in modo da riprendere gli allineamenti del portico monumentale del Genio civile e, sul lato interno della piazza, ordinate in senso longitudinale rispetto alla loggia stessa, a formare una sorta di cannocchiale visivo, di collegamento con i porticati dei due edifici che chiudono questo lato della piazza a nord e a sud. Le attività espositive potranno svolgersi anche all’aperto, con possibilità di estensioni puntuali in occasione di eventi tematici (fiere dell’antiquariato, mercatini di Natale, mostre di fotografia e di pittura, ecc.). In copertura, un sistema di pannelli fotovoltaici garantisce l’autonomia energetica della piazza. Uno spazio coperto, ma luminoso, inteso come “condensatore di relazioni” e “generatore di energia”, non solo elettrica, ma anche vitale per la piazza e per la città intera.
Altri progetti di Linda De Luca