Autore del progetto
Progetti / Linda De Luca

ESPOSIZIONE PERMANENTE SCULTURE E ARREDI SACRI ALL’INTERNO DELLA CAPPELLA CAETANI – CATTEDRALE DI SAN PIETRO APOSTOLO

Località Fondi
Anno 1999
Condizioni Opere realizzate
Tipologia Esposizioni ed eventi
Struttura prevalente Altro
L’intervento prevede l’inserimento di due teche all’interno della Cappella Caetani nella Chiesa di S.Pietro Apostolo in Fondi. L’edificio religioso, esempio pregevole di architettura del XII° sec., con la facciata in pietra scalpellata e l’interno a tre navate in stile gotico, contiene al suo interno opere di pregio, alcune delle quali, fra le più importanti, custodite all’interno dell’antica Cappella della Croce, ristrutturata da Onorato II° Caetani (metà del ‘400) con scopi ufficiali e celebrativi. La Cappella, accessibile superando un cancello in ferro, è ripartita in due campate coperte da volte a crociera gotica, separate da un arco centrale. Ai lati dell’ingresso alla Cappella si possono ammirare sulla destra la cattedra marmorea a mosaico dell’Antipapa Clemente VII sormontata dal trittico (tecnica ad olio su legno) di Antoniazzo Romano della seconda metà del XV° sec. raffigurante la Maestà con S. Pietro e S. Paolo e sulla sinistra, al di sopra di un altare in marmo, il trittico di Cristoforo Scacco dell’Annunciazione ( fine XV° sec.) a tempera su tavola. Nella seconda campata, in cui campeggia sul fondo il monumento funebre a Cristoforo Caetani, si trovano sulla parete destra un dipinto ad olio di Francesco Trevisan (1656 – 1740), raffigurante un Cristo deposto e sulla sinistra un dipinto ad olio su tela dedicato al Cristo Crocefisso del XVIII°/XIX° sec., di autore ignoto. Le due teche verranno collocate in questa seconda parte della Cappella, ai lati del monumento Caetani e sotto i dipinti ad olio sopra descritti. Dei due espositori, quello di sinistra custodirà una scultura di marmo raffigurante la Vergine con Bambino della fine del sec. XIV° e quello di destra conterrà un Ostensorio di raffinata fattura del sec. XVIII° in argento e pietre preziose e tre Calici in argento ascrivibili al XVIII sec. Tali oggetti sacri, attualmente custoditi nella Sacrestia della Chiesa, potranno finalmente essere esposti al pubblico e apprezzati dai visitatori della Chiesa e della Cappella. L’imponente apparato scultoreo del monumento Caetani, riconducibile ad una iconografia ampiamente sperimentata e cioè alla caratteristica tomba trecentesca “a camera” sul prototipo di Tino da Camaino rappresenta con la sua mole l’elemento che più di ogni altro caratterizza gli spazi della Cappella. E’ per questo motivo che le teche ne riprendono le linee essenziali in un discorso di inserimento armonico dei manufatti all’interno della Cappella. E’ questa l’idea che ha guidato la progettazione delle teche: evitando impatti visivi che potessero turbare l’equilibrio delle opere d’arte all’interno della Cappella, si è scelto per le vetrine un inserimento discreto all’interno dello spazio architettonico, mostrando correttamente i reperti in esse contenute e garantendone la assoluta sicurezza. Il progetto della vetrina di sinistra, contenente la scultura della Madonna con il Bambino, prevede una base in pietra locale scalpellata (che riprende nell’altezza e nel materiale il gradino su cui è impostato il monumento funebre) sulla quale poggia un involucro monolitico in cristallo blindato (18 mm.) privo di qualsiasi intelaiatura che possa esercitare una azione di “disturbo” nella percezione del reperto. La scultura poggia su un cubo all’interno della calotta di cristallo che riprende l’altezza del basamento del monumento. Il cubo ha una struttura in acciaio inox rivestita con pannelli di MDF verniciato come le pareti della sala, ed è sua volta sormontato da un elemento di appoggio in castagno (come la Croce lignea bizantina conservata nella Chiesa) con le stesse modanature del basamento del monumento Caetani in una sorta di continuazione ideale delle linee del manufatto scultoreo. Del resto non è trascurabile il nesso che unisce la Vergine con Bambino al monumento: la scultura infatti si inserisce nell’ambito di quella scuola seguace delle forme di Tino di Camaino, particolarmente attiva nel napoletano di cui anche il monumento Caetani fa parte. La seconda vetrina, da posizionare sulla parete di destra, più grande per permettere l’esposizione dei reperti in argento, presenta le stesse caratteristiche costruttive. All’interno del cristallo quattro basi in MDF a diverse altezze permettono a ciascun oggetto di essere osservato ed apprezzato singolarmente. Un sistema di illuminazione costituito da apparecchi appositamente studiati per l’interno delle chiese, con proiettori orientabili posizionati all’esterno delle vetrine, permetterà la corretta illuminazione di ogni singolo oggetto esposto e di integrare la scarsa illuminazione del monumento Caetani Gli apparecchi saranno sistemati dietro i piedritti che originano la volta a crociera della campata di fondo. Per quanto riguarda la sicurezza degli oggetti da esporre, si può affermare che le teche così come sono state concepite risultano protette sia da atti vandalici che da furti. La Cappella è inoltre protetta da un sistema di allarme attivo ventiquattro ore su ventiquattro e la chiesa, a sua volta, è totalmente protetta da un sistema di controllo attivo nelle ore di chiusura al pubblico.
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