Autore del progetto
Progetti / Linda De Luca

COMPLESSO PARROCCHIALE SANTO STEFANO PROTOMARTIRE

Località Gaeta (LT)
Anno 2006/2007
Condizioni Opere realizzate
Tipologia Edifici pubblici
Struttura prevalente Cemento armato
Il complesso parrocchiale è ubicato in un contesto periferico collinare della città. Si tratta di una zona esclusivamente residenziale, una sorta di quartiere dormitorio, ben distinto dal centro cittadino. Oltre i pochi esercizi commerciali, non vi si segnala alcun altro servizio o luogo di riferimento per lo svolgimento quotidiano della vita sociale, soprattutto per ciò che attiene l’aggregazione e la formazione cristiana delle giovani generazioni. Obiettivo del progetto è la costruzione di un complesso parrocchiale capace di porsi come punto di riferimento del quartiere in cui sorge. Esso rappresenta un’opera che, oltre ad esprimere un alto valore sociale, costituisce il riferimento concreto della comunità cristiana, il centro propulsivo di ogni autentico apostolato e di ogni efficace testimonianza nel mondo. L’area destinata al complesso parrocchiale è posta nella congiunzione degli assi stradali di via dei Frassini e via dei Larici ed è ritagliata dallo strumento urbanistico vigente all’interno di una zona mediamente edificata, di recente costruzione. La forma avvolgente del lotto e la particolare conformazione altimetrica, con un dislivello di mt. 10 tra la parte più bassa e quella più alta del lotto e di circa mt. 15 tra il punto più basso ed il punto più alto delle strade che costeggiano il terreno, ha condizionato fortemente la progettazione ed ha portato alla creazione di un sistema complesso e articolato, disposto intorno al sagrato. Si è quindi impostato il progetto su una quota di riferimento, ossia mt. 2,50 al di sopra della quota stradale nel punto di accesso al lotto. Su questa quota è stato posto il sagrato con i corpi edilizi che su di esso prospettano. Una parte del progetto risulta perciò interrata rispetto alla via dei Larici che sale costeggiando il lotto. Il complesso risulta quindi parzialmente ipogeo per emergere poi con la chiesa orientata con l’abside verso via dei Frassini. L’aula liturgica emerge con la sua copertura ascendente che culmina nel campanile, ben visibile dalla strada di accesso (via degli Eucalipti), cosicché il punto più alto della copertura della chiesa risulta alla stessa quota del punto più alto della strada che costeggia il lotto. Ciò diminuisce l’impatto del complesso nel quartiere in cui si inserisce e fa sì che esso non vada a chiudere la visuale degli edifici limitrofi; nello stesso tempo permette alla chiesa, nella parte più bassa del lotto, di emergere con il sul profilo curvilineo ascendente che la rende ben riconoscibile da qualsiasi punto visuale. La chiesa apparirà da lontano e sarà ben visibile con il suo campanile. Ciò consentirà al complesso parrocchiale di essere facilmente individuabile dalla strada. Il lotto con la sua forma avvolgente racchiude all’interno il “microcosmo” costituito dalla chiesa e dai suoi annessi raccolti attorno al Sagrato, luogo di aggregazione del “popolo di Dio”, vero e proprio “grembo” della parrocchia. La particolare situazione in quella porzione di periferia conferisce al complesso architettonico il segno del meraviglioso sacrale, il facile richiamo alla dimensione spirituale ed alla centralità delle iniziative di culto che andrà a celebrare. Punto focale intorno al quale vivrà non solo la parrocchia, intesa come gruppo di fedeli, bensì da un punto di vista più propriamente architettonico, un intorno fisico che la chiesa stessa definirà con la sua presenza.
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