Autore del progetto
Progetti / Francesco Saverio Forte

PIANO URBANISTICO COMUNALE

Località Santa Maria Capua Vetere
Anno 2004
Condizioni Proposte non realizzate
Tipologia Urbanistica e ambiente
Struttura prevalente Altro
Committente: Amministrazione comunale di Santa Maria Capua Vetere, Provincia di Caserta, Regione Campania. Gruppo di progettazione: Progettista incaricato: prof. arch. Francesco Forte; progettista associato dott. arch. Francesco Saverio Forte; collaborazioni alla progettazione: dott. arch. Saverio Cioce, dott. arch. Paola Pignalosa (rappresentazione tridimensionale); consulente per l’economia urbana: dott. arch. Fabiana Forte; Dirigente del V Settore Tecnico del Comune: ing. Maurizio Mazzotti; gruppo di lavoro insediato presso l'Amministrazione Comunale: dott. arch. Maria Rosaria Arena, dott. arch. Alfredo Di Patria (coordinatore), dott. ing. Rocco Masella, dott. ing. Francesco Trotta. Contenuto strategico strutturale del Piano urbanistico Si è resa prioritaria l’attenzione all’inquadramento del comune nello spazio regionale. La strategia territoriale sottesa al progetto è stata esplorata adottando la teoria del sistema delle città dell’area metropolitana di Napoli, relazionata con l'area metropolitana di Caserta, e le componenti urbane che le si possono riconoscere, ricorrendo alla ipotesi teorica della nuclearità insediativa. Il Progetto Attraverso la narrazione per “sistemi”, le scelte di Piano configurano contenuti incisivi nella definizione della disciplina di uso del suolo. Si rende in tal modo leggibile l’interpretazione sottesa nell’idea di progetto strutturante contenuti previsionali, regole e articolazioni operative. I riferimenti territoriali assunti, conseguenti alla correlazione tra politiche e risorse, si ravvisano nella rappresentazione del progetto attraverso sistemi di beni, ambientale, insediativo, culturale-archeologico e infrastrutturale. Il sistema insediativo -La città esistente. Nel perimetro è significativa la parte dell'agglomerato urbano conformata da interesse storico, configurante il perimetro della città storica e moderna (zona A). L'esistente agglomerato urbano della città contemporanea, costituisce la zona omogenea del tipo B. Al suo interno, in punti localizzati costituenti centralità urbane di rilievo, il progetto di Prg prevede interventi di modificazione tramite distretti di intervento perequativi. -Gli insediamenti residenziali. Il progetto propone un nuovo ruolo funzionale a sud dell’insediamento storico della città, con l’articolazione della complessità prestazionale dei nuovi usi, e con la creazione di nuove condizioni di accessibilità, nonché delle nuove attrezzature, quali lo stadio di calcio e la facoltà di Psicologia. -Gli spazi pubblici. Si è fatto riferimento agli spazi aperti, cui partecipano parchi, giardini, percorsi, invasi naturali, ed alle attrezzature comportanti volumi, configuranti elementi di tessuto insediativo la cui caratterizzazione promuove centralità e nodalità urbane. -L’insediamento universitario e la cittadella giudiziaria. Il progetto definisce la matrice relazionale generativa della localizzazione dell’insediamento universitario, raccordando strutture esistenti con elementi puntuali del tessuto insediativo della città storica. La localizzazione della cittadella giudiziaria è prevista dal progetto in area di trasformazione urbanistica a ridosso del futuro svincolo autostradale, ravvisate le caratteristiche di elevata accessibilità della zona, nel quadrante nord occidentale della città. -Gli insediamenti produttivi. La prossimità agli svincoli della variante ANAS e dell’Autostrada, ha indotto il progetto di Prg. a localizzare i nuovi complessi insediativi per la produzione nel quadrante settentrionale. Si é specificata la modalità di completamento degli usi produttivi ad occidente dell'agglomerato urbano(Via Appia), cui si correlano gli insediamenti produttivi dei servizi a scala territoriale. Nel quadrante meridionale del territorio comunale, il Piano ha promosso la localizzazione delle attività industriali e manifatturiere, con una grande area per insediamenti produttivi di iniziativa comunale. Il sistema ambientale Le aree di parco assolvono peraltro ruolo specifico nella rete di spazi aperti, volta a costituire il sistema ambientale urbano. Alle stesse confluiscono pertanto gli elementi lineari di raccordo tra unità ambientali.. Il sistema infrastrutturale. La linea Alifana, metropolitana regionale di collegamento con Napoli, individua tre fermate nel territorio comunale, lambendo l’insediamento urbano ad ovest e a sud, e connettendosi con la stazione ferroviaria della città. La linea di trasporto pubblico di progetto del Prg, prevista in sede propria con un circuito anulare interno alla città, mira a correlare le componenti della struttura dell’agglomerato urbano. Il sistema della mobilità trova il suo completamento organico nella viabilità carrabile, impostata sulla nuova accessibilità a settentrione, (svincoli dell’Autostrada Napoli-Roma, e della superstrada “Variante ANAS”). Da nord discendono sul versante settentrionale, ad Est e ad Ovest della parte edificata della città tre strade di progetto tangenziali all’agglomerato dalle quali si sviluppano penetrazioni verso il centro, attrezzate nei terminali con parcheggi. Il sistema dei beni culturali. Il patrimonio di interesse culturale ed ambientale viene integrato dal progetto con la perimetrazione della parte di città di interesse storico ambientale ad elevata complessità funzionale e ambientale. Il progetto urbano Il piano si propone di attuare un sistema coordinato di azioni innovative tese al miglioramento prestazionale del sistema-città. A tal fine esso individua temi-obiettivo ritenuti strategici e costituenti riferimenti concettuali per le azioni programmate. Il distretto di intervento è lo strumento preposto allo sviluppo di tali temi, in quanto definisce le regole che sovrintendono alle azioni di trasformazione e modificazione del territorio. I temi-obiettivo si attuano dunque in aree già comprese nella città consolidata, ovvero ampliano l'ambito del suolo comunale già ad uso urbano, coinvolgendo l'ambito dello spazio periurbano ad attuale uso agricolo o incolto. La disciplina dei distretti, risponde alla pluralità dei temi-obiettivo assunti, esplicitando le regole d'uso del suolo (fabbisogni, sostenibilità), d'intervento (progetto urbano, qualità), e d'attuazione (perequazione, efficacia, snellimento procedurale). L'obiettivo che il pianificatore persegue attraverso siffatta strumentazione risulta dunque molteplice. Il soddisfacimento del fabbisogno dichiarato si persegue integrando usi privati ed usi pubblici, e l'opportuna articolazione degli spazi ad essi destinati evita la creazione di vaste aree ad uso monovalente. L'insieme di regole costituite dalla disciplina del distretto fornisce poi gli indicatori utili a definire le caratteristiche dell'intervento. L'elemento strategico di tale pratica urbanistica è l'integrazione fra contenuti prescrittivi definiti in termini di grandezze, quantità e perimetri, e contenuti indicativi definiti in termini di allineamenti, rapporti vuoto-pieno, forme, sistemi di relazioni fra componenti. Si tratta in altre parole di costruire la struttura della forma urbana, intesa come traduzione di un'idea di città che offra qualità, coerenze, valori, identità. L'attuazione del piano attraverso i distretti di intervento L'articolazione funzionale e tipo morfologica é tra gli obiettivi da perseguire attraverso il distretto di intervento. Pertanto le opportunità di intervento assentite nei distretti sono approfondite in quadri cartografici di dettaglio del Piano, in scala 1/1.000 o maggiore. Tali elaborati, in quanto strumenti di coordinamento dell’elaborazione progettuale, qualora assunti come referenti progettuali negli interventi di attuazione del Piano fondati su progetto unitario correlato a convenzione, legittimano l'attuazione diretta delle disposizioni generali del Piano comunale. Resta comunque ammissibile l’attuazione indiretta tramite la redazione di piano particolareggiato di iniziativa privata.
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